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In Italia lo Smart Working, o lavoro agile, ha conosciuto una rapida diffusione, accompagnata da una regolamentazione sempre più chiara per entrambi i settori principali: pubblico e privato.
Fino al 2026, per alcune categorie specifiche di lavoratori è confermata la possibilità di usufruire di una “corsia preferenziale”. Per la Pubblica Amministrazione, l’attivazione dello Smart Working dipenderà dalla discrezionalità dei dirigenti ed è subordinata a specifici accordi individuali.
Nel settore privato, invece, il ricorso al lavoro agile rimane consentito esclusivamente previa stipula di accordi concordati tra dipendente e datore di lavoro, accompagnati dall’obbligo di una comunicazione preventiva agli organi competenti.
Con l’introduzione del DDL PMI, sono state inoltre definite nuove misure di sicurezza obbligatorie per le imprese che scelgono di adottare lo Smart Working.
In questo approfondimento chiaro e completo, analizzeremo come funziona questa modalità lavorativa in Italia, qual è la normativa attuale di riferimento e quali aggiornamenti è necessario conoscere.
Che cos’è lo Smart Working?
Lo Smart Working, o lavoro agile, costituisce una particolare modalità di svolgimento del rapporto di lavoro subordinato. È organizzato sulla base di un accordo tra le parti che consente una maggiore flessibilità, con una gestione per fasi, cicli o obiettivi. Inoltre, offre libertà rispetto a vincoli specifici di orario e luogo di lavoro, grazie anche all’impiego di strumenti tecnologici.
Per quanto riguarda sia il settore pubblico che quello privato, la normativa principale in Italia è rappresentata dalla Legge 22 maggio 2017, n. 81 (articoli 18-24), oggetto di diverse modifiche nel corso del tempo. Tali aggiornamenti hanno interessato in particolare le categorie dei lavoratori fragili, i genitori conviventi con figli minori di 14 anni e i caregivers.
Queste disposizioni rappresentano oggi una solida base per regolamentare il lavoro da remoto, sia per il settore privato sia per la Pubblica Amministrazione.
CHI PUÒ ACCEDERE ALLO SMART WORKING?
L’accesso al lavoro agile è rivolto principalmente a lavoratori con particolari esigenze, compatibilmente con la natura del loro impiego. Le normative stabiliscono precise priorità sia per il settore pubblico sia per quello privato.
Hanno diritto prioritario allo Smart Working:
- Lavoratori fragili o con problemi di salute;
- Persone che attraversano momenti di difficoltà personale temporanea;
- Genitori conviventi con figli di età inferiore ai 14 anni;
- Genitori di figli disabili.
Ogni attività svolta in Smart Working deve essere regolata da specifici accordi individuali. Inoltre, nel settore privato, l’inizio dell’attività da remoto deve essere comunicato obbligatoriamente, con le modalità previste dalle disposizioni in vigore.
ASPETTI NORMATIVI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO
1. Legge 22 Maggio 2017, n. 81;
2. Decreto Legislativo 30 Giugno 2022, n. 105 (Decreto sulla conciliazione vita-lavoro), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 29 Luglio 2022;
3. Direttiva lavoro agile nella Pubblica Amministrazione per il 2024;
4. DDL Lavoro 2024 approvato dal Senato l’11 Dicembre 2024.
Dal continuo affinamento delle normative emergono chiaramente gli obiettivi: favorire condizioni più eque per i lavoratori con particolari necessità, garantire trasparenza nei rapporti lavorativi e promuovere la competitività del settore pubblico e privato attraverso pratiche moderne come lo Smart Working. Resta cruciale tenersi aggiornati con le nuove disposizioni per adottare correttamente queste modalità operative che stanno trasformando il mondo del lavoro.
